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San Fermo a Credaro

 
Ubicazione
Poco lontano dal nucleo abitativo, immersa nella campagna, sorge isolata la chiesa di San Fermo. Nella zona sono state rinvenute alcune sepolture, il che fa pensare che San Fermo facesse parte di un antico abitato di epoca altomedievale.
Attorno all’edificio in esame si ritrovano delle denominazioni toponomastiche che ci fanno pensare che, anticamente, una parte del paese di Credaro sorgesse in questa zona; ad esempio ci sono due campi denominati “Contrada del Doss” e “Campo del pozzo”. Si può ipotizzare che la chiesa fungesse da centro devozionale e cimiteriale della prima comunità di Credaro e servisse anche alla curtis di Castel Trebecco.

Santi a cui è dedicata la chiesa
San Rustico e San Fermo, di origine nordafricana, cugini e compagni nel martirio. Decapitati nel 307 per motivi religiosi al di fuori delle mura di Verona, i due vennero seppelliti a Cartagine; in un secondo momento le spoglie tornarono in Italia riscattate scattate dal vescovo Annone di Verona durante il regno longobardo. Probabilmente la venerazione, in Italia, delle figure di Fermo e Rustico è da inserirsi nella più ampia cornice della massiccia emigrazione di romani (e cattolici) residenti in Africa in seguito alle invasioni vandaliche guidate da Genserico nel 429.
La prima informazione a riguardo della chiesa di Credaro è una leggenda che ci riferisce Celestino Colleoni: l’edificio sarebbe stato costruito nel quarto secolo dalla famiglia Crotta, alla quale appartenevano sia San Fermo che San Rustico. Secondo la leggenda, i due pernottarono qui durante il viaggio che intrapresero da Milano per raggiungere Verona.
 
Pianta
Stato attuale: gli elementi di epoca romanica risultano il campanile, i muri perimetrali, la base dell’abside e la muratura di fondazione. Sempre nell’area absidale sono visibili le fondazioni delle absidi gemine risalenti a un’epoca antecedente la fase romanica, probabilmente VIII-IX secolo. Successive aggiunte e rimaneggiamenti si attestano nell’abside poligonale, nel portico con gli ingressi laterali, nei contrafforti, tutti interventi effettuati tra il XVI e XVII secolo.
 
Caratteristiche esterno
- Il campanile: Lo schema architettonico della torre in facciata è molto raro in Italia e può essere riconducibile alla tradizione carolingia ottoniana. Il campanile è di base quadrata, è alto 16 metri, nella parte superiore sono visibili un triplo ordine di bifore di progressiva altezza. I capitelli sono ormai consunti ad eccezione di tre; questi, derivanti probabilmente dallo spoglio di una più antica costruzione, sono realizzati in pietra calcarea e sono decorati con motivi ad intreccio, stilizzazioni fitomorfe e zoomorfe.
Su ogni lato della parte mediana della torre, si aprono delle feritoie sovrapposte, le feritoie sono dotate di doppia ghiera in cotto (La presenza su ogni lato di una coppia di feritoie sovrapposte e il fatto che anche le bifore permettono una visione globale può suggerire che la torre campanaria fosse utilizzata anche per l’avvistamento e la difesa dell’abitato).
Il campanile è realizzato in piccoli conci in pietra locale e laterizio, disposti in modo piuttosto regolare e anticamente intonacati; la copertura della torre è sormontata da un manto in coppi. La struttura degli archi è data da capitelli a gruccia, i quali sono realizzati con arenaria di Sarnico; essi hanno forma tozza e sono lisci ad eccezione dei due del primo ordine posti sul lato est e sud. Il primo è definito da intrecci e scanalature, l’altro da figure di animali. Le bifore sono costituite da una doppia ghiera in cotto: questa tipologia costruttiva è riscontrabile anche nel campanile di Canzanica e in quello della chiesa di San Pietro in Vincoli a Spinone.
L’articolazione della torre campanaria mediante sovrapposizione di ordini di bifore, oltre alla tecnica costruttiva affine, porterebbe ad ipotizzare la realizzazione dei due campanili, San Fermo e Spinone, ad opera delle stesse maestranze. Forse questa ipotesi potrebbe essere ampliata all’intero edificio, vista l’analogia tra le monofore, che in entrambi le chiese presentano ghiere costituite da piccoli mattoni sagomati.
- La facciata: Oltre al campanile nel mezzo, la facciata presenta un portico risalente alla fase post conciliare, un ingresso inserito nel campanile risalente al periodo romanico (ora tamponato) con arco a tutto sesto e ghiera in cotto e l'ingresso e una finestra risalenti al '500-'600 con stipiti in arenaria di Sarnico.
- Zona absidale: L'abside poligonale di forma semiesagonale risalente al XVI secolo, è stato impostato sulle fondamenta del precedente abside di forma semicircolare di epoca romanica. Presenta due monofore ed una finestrella nella parte superiore a forma di croce, tipica degli edifici medievali.
- Prospetti: Nei prospetti settentrionale e meridionale ci sono spessi contrafforti posti nel tratto iniziale sulla facciata al fine di sostenere la spinta del campanile e, nel tratto centrale, per reggere l'arco trasverso posto all'interno della chiesa. La muratura che interessa tutti e quattro i prospetti è caratterizzata da conci squadrati.
 
Caratteristiche interno
L’interno della chiesa è illuminato mediante la finestra posta in facciata e una coppia di monofore strombate, situate simmetricamente sulle due pareti dell’aula, una delle quali tamponata dal contrafforte esterno cinquecentesco. Si può facilmente distinguere, per la diversa intonacatura, il livello d’innalzamento della navata, frutto dell’intervento cinquecentesco, che portò anche al tamponamento di un ingresso posto nella parete nord, forse per ricavare ulteriore spazio per gli affreschi. L'aula presenta una copertura a capanna con travi a vista e manto in coppi di recente fattura, la pavimentazione è in cotto.
- Zona absidale: Nella zona absidale sono visibili le fondazioni delle absidi binate, scoperte in occasione dei restauri del 1996, che caratterizzano la seconda fase costruttiva dell’edificio.
- Affreschi: L’arco traverso conserva tracce di affreschi romanici è visibile infatti un Angelo annunciate sul lato destro il cui linguaggio decorativo appartiene all’XI secolo. Una medesima rappresentazione si trova nella chiesa di San Giorgio sempre a Credaro, in questo caso la scena dell’Annunciazione databile all’XI secolo è posta a lato dell’arco trionfale. Nei pressi della zona absidale compare un fregio decorativo a meandri con inserzioni zoomorfe.
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